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Menopausa e microbiota: cosa cambia nell’intestino quando cambiano gli estrogeni?

A cura della redazione di Nutraceutica Italiana con la supervisione scientifica di Recercare Srl

La menopausa porta con sé molti cambiamenti. Alcuni sono ben conosciuti, come vampate, sudorazione notturna o alterazioni del sonno. Altri, invece, sono meno intuitivi.

Tra questi c’è il possibile rapporto tra menopausa, intestino e microbiota.

Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha iniziato a studiare sempre più da vicino il legame tra gli estrogeni, gli ormoni femminili che diminuiscono durante la menopausa, e i miliardi di microrganismi che vivono nel nostro intestino.

Ma cosa sappiamo davvero? E soprattutto: alimentazione e integrazione possono avere un ruolo nel sostenere il benessere intestinale durante la menopausa?

Menopausa: cosa succede agli estrogeni?

Con l’arrivo della menopausa, le ovaie producono progressivamente meno estrogeni.

Gli estrogeni sono conosciuti soprattutto per il loro ruolo nel ciclo mestruale e nella fertilità, ma in realtà sono coinvolti in moltissimi processi dell’organismo. Per questo la loro diminuzione può accompagnarsi a cambiamenti che interessano diverse aree del benessere della donna.

Ed è proprio qui che entra in gioco l’intestino.

Il microbiota: un piccolo mondo che vive nel nostro intestino

Quando parliamo di microbiota intestinale ci riferiamo all’insieme dei microrganismi che vivono nel nostro intestino, soprattutto batteri.

Il microbiota non è uguale per tutti e può cambiare nel corso della vita. A influenzarlo sono diversi fattori: alimentazione, età, attività fisica, farmaci, stile di vita e molti altri elementi.

Possiamo immaginarlo come un piccolo ecosistema: quando è caratterizzato da una buona varietà di microrganismi, può contribuire al normale funzionamento dell’intestino e a numerosi processi dell’organismo.

E gli estrogeni? Anche loro sembrano avere un rapporto interessante con questo ecosistema.

Estrogeni e intestino: che cos’è l’estroboloma?

Qui entra in scena un termine ancora poco conosciuto: estroboloma.

Non è una nuova parte del corpo, ma il nome utilizzato per indicare l’insieme dei microrganismi intestinali e delle loro attività che possono partecipare al metabolismo degli estrogeni.

In parole semplici, alcuni batteri intestinali producono sostanze che possono influenzare il modo in cui gli estrogeni vengono trasformati ed eliminati dall’organismo.

Questo non significa che il microbiota “produca estrogeni” o che possa sostituire la funzione delle ovaie.

Significa piuttosto che intestino e ormoni possono comunicare tra loro attraverso meccanismi complessi, che la ricerca sta ancora cercando di comprendere.

Cosa cambia con la menopausa?

Quando gli estrogeni diminuiscono, cambia anche l’ambiente ormonale dell’organismo. Alcuni studi hanno osservato differenze nella composizione del microbiota nelle donne prima e dopo la menopausa.

Ma attenzione: non significa che esista un preciso “microbiota della menopausa” uguale per tutte.

Il microbiota è infatti influenzato da moltissimi fattori e gli studi disponibili non sono ancora sufficienti per stabilire un rapporto semplice di causa ed effetto.

La ricerca sull’argomento è quindi molto interessante, ma ancora in evoluzione.

Questo è importante anche per evitare alcune semplificazioni che si trovano spesso online: non esiste un alimento, un integratore o un probiotico capace da solo di “riequilibrare gli ormoni” attraverso l’intestino.

Cosa c’entra l’alimentazione?

Se parliamo di microbiota, non possiamo non parlare di alimentazione.

Quello che mangiamo contribuisce infatti infatti a influenzare l’ambiente intestinale e l’attività dei microrganismi che lo popolano.

Un ruolo importante è svolto dalle fibre alimentari, presenti soprattutto negli alimenti vegetali.

Verdura, frutta, legumi, cereali integrali, frutta secca e semi possono contribuire a fornire diverse tipologie di fibre. Alcune raggiungono il colon e possono essere utilizzate dai batteri intestinali, partecipando così alle interazioni tra alimentazione e microbiota. Più che concentrarsi su un singolo alimento o il “superfood” capace di modificare il microbiota, è utile puntare puntare sulla varietà delle fonti vegetali.

Un’alimentazione varia consente infatti di fornire all’ambiente intestinale una maggiore diversità di substrati e nutrienti.

Anche durante la menopausa, quindi, l’attenzione dovrebbe concentrarsi non sul singolo alimento, ma sulla qualità complessiva dell’alimentazione e sulla sua capacità di sostenere il benessere intestinale.

Fibre e prebiotici: sono la stessa cosa?

Non esattamente.

Le fibre alimentari sono una componente importante della nostra alimentazione e e comprendono un insieme molto eterogeneo di sostanze che non vengono digerite completamente nell’intestino tenue e possono raggiungere, in misura diversa, il colon. Qui possono contribuire alla fisiologia intestinale attraverso meccanismi differenti, per esempio aumentando la massa fecale, trattenendo acqua o venendo fermentate dal microbiota.

I prebiotici, invece, sono sostanze che possono essere utilizzate selettivamente da specifici microrganismi dell’organismo e che, quando presenti nelle quantità appropriate, possono contribuire a un beneficio per la salute.

Alcune fibre, infatti, oltre alle loro proprietà fisiche e funzionali, possono essere fermentate selettivamente dalla microflora intestinale e svolgere quindi anche un’azione prebiotica.

Per questo, quando si parla di salute intestinale, alimentazione e integrazione possono avere ruoli complementari: l’alimentazione rappresenta il primo strumento per assicurare un adeguato apporto di fibre, mentre l’integrazione può offrire un supporto specifico quando necessario.

Quando l’apporto di fibre non basta: il ruolo di un’integrazione mirata

Una dieta varia, ricca di alimenti vegetali, rappresenta il primo passo per assicurare un adeguato apporto di fibre alimentari. 

Verdura, frutta, legumi e cereali integrali forniscono tipologie differenti di fibre che, con caratteristiche diverse, partecipano alla fisiologia intestinale e contribuiscono a creare l’ambiente nutrizionale nel quale vive il microbiota.

Anche durante la menopausa, quindi, l’attenzione alle fibre può rappresentare un elemento importante all’interno di un’alimentazione equilibrata, perché regolarità intestinale, varietà della dieta e adeguato apporto di fibre fanno parte delle buone abitudini che aiutano a prendersi cura dell’intestino nel corso della vita.

Quando l’alimentazione non consente di raggiungere un apporto adeguato di fibre, può essere valutato un supporto specifico. In quest’ottica si inserisce CruscaSohn, integratore alimentare che associa cruschello di frumento e psillio, combinando in un’unica formulazione fibre insolubili e solubili con caratteristiche funzionali differenti. Il cruschello, derivato dagli strati più esterni del chicco di frumento, apporta fibre insolubuli, a livello intestinale, assorbendo acqua contribuisce ad aumentare la massa fecale. Lo psillio, fibra solubile con elevata capacità di trattenere acqua, forma in invece a contatto con i liquidi una massa gelatinosa che contribuisce alla regolarità del transito intestinale e alla normale consistenza delle feci.

La complementarità tra le due fonti di fibra consente quindi di intervenire su aspetti diversi della fisiologia intestinale. Lo psillio, inoltre esercita anche un effetto prebiotico, contribuendo a favorire l’equilibrio della flora intestinale. Scopri di più qui https://nutraceuticaitaliana.com/shop/crusca-sohn-compresse/

Anche la soia e i fitoestrogeni interessano il microbiota

Un altro tema interessante quando si parla di menopausa è quello dei fitoestrogeni.

Sono sostanze naturalmente presenti in alcuni alimenti vegetali, soprattutto nella soia e nei suoi derivati.

Il loro nome può trarre in inganno: i fitoestrogeni non sono estrogeni prodotti dall’organismo, ma molecole vegetali che che presentano alcune somiglianze strutturali con gli estrogeni e possono interagire con i loro recettori, con caratteristiche e attività differenti.

Anche in questo caso entra in gioco il microbiota intestinale. 

Alcuni batteri sono infatti in grado di trasformare determinati isoflavoni della soia in metaboliti, tra cui l’equolo, una sostanza che ha attirato particolare interesse nella ricerca sul rapporto tra alimentazione, microbiota e menopausa.

Non tutte le persone, però, producono equolo nello stesso modo: questa capacità dipende anche dalla composizione individuale del microbiota.

È un altro esempio di quanto di come la risposta ai componenti della dieta possa variare da persona a persona e di quanto siano complessi i rapporti tra alimentazione, microbiota e ambiente ormonale.

Oltre il microbiota: il benessere della donna in menopausa

Il rapporto tra microbiota, estrogeni e fitoestrogeni rappresenta uno degli aspetti oggi studiati nell’ambito della menopausa, ma i cambiamenti che accompagnano questa fase interessano l’organismo in modo più ampio. Benessere fisico e psicologico, qualità dell’alimentazione e salute delle ossa sono tutti aspetti che meritano attenzione e che possono evolvere nel tempo in modo diverso da donna a donna.

Accanto a un’alimentazione equilibrata e a uno stile di vita attivo, in alcuni casi può quindi essere valutata anche un’integrazione mirata.

Climanorm è un integratore alimentare formulato per il benessere della donna in menopausa, che associa estratto di cimicifuga e soia titolato in isoflavoni a magnesio, calcio e vitamina D3  combinando componenti vegetali e micronutrienti rivolti a esigenze diverse di questa fase della vita femminile.

La soia, fonte naturale di isoflavoni, e la cimicifuga sono tradizionalmente note per il contrasto dei disturbi tipici della menopausa. A questa componente vegetale si affianca il magnesio, che contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso e alla normale funzione psicologica, oltre a contribuire alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento.

La menopausa, tuttavia, non riguarda soltanto i disturbi che possono essere percepiti nel breve periodo. La progressiva riduzione degli estrogeni si accompagna anche a cambiamenti che rendono particolarmente importante prestare attenzione alla salute ossea nel tempo. Per questo motivo la  formulazione è completata da  calcio e vitamina D: entrambi contribuiscono al mantenimento di ossa normali, mentre la vitamina D favorisce il normale assorbimento e utilizzo del calcio. Scopri di più qui https://nutraceuticaitaliana.com/shop/climanorm/

È importante, tuttavia, ricordare che un integratore non può sostituire una corretta alimentazione né rappresenta una terapia per i sintomi della menopausa.

Come prendersi cura dell’intestino durante la menopausa?

Non servono necessariamente strategie complicate.

Alcune semplici abitudini possono contribuire al benessere generale e intestinale:

  • mangiare ogni giorno una buona varietà di alimenti vegetali;
  • inserire regolarmente frutta, verdura e legumi nella propria alimentazione;
  • preferire, quando possibile e compatibilmente con le proprie esigenze, cereali integrali;
  • assicurarsi un adeguato apporto di fibre;
  • bere acqua durante la giornata;
  • praticare attività fisica con regolarità;
  • limitare il consumo eccessivo di alcol e di alimenti altamente trasformati;
  • valutare eventuali integratori in base alle proprie necessità.

Anche durante la menopausa, quindi, prendersi cura dell’intestino significa prima di tutto prendersi cura dello stile di vita nel suo insieme.

Oggi quindi sappiamo che esiste una relazione tra l’ambiente ormonale e il microbiota intestinale e che alcuni batteri possono partecipare al metabolismo degli estrogeni.

Sappiamo anche che l’alimentazione, e in particolare l’apporto di fibre, è uno dei fattori che contribuiscono a influenzare il microbiota.

Quello che non sappiamo ancora con certezza è quanto sia possibile modificare questi processi attraverso specifici alimenti e quali siano, per ogni donna, le strategie più efficaci.

Ed è proprio questo che rende l’argomento così interessante: la ricerca sta iniziando a svelare un dialogo tra intestino e ormoni che potrebbe aiutarci a comprendere meglio il benessere femminile durante la menopausa.

Per ora, la strada più solida rimane quella di un’alimentazione varia ed equilibrata, uno stile di vita attivo e un’integrazione mirata quando realmente necessaria.

Perché il benessere in menopausa non dipende da un singolo alimento o da un singolo integratore, ma dall’equilibrio di tante abitudini quotidiane.


Fonti scientifiche

Gut microbiota has the potential to improve health of menopausal women by regulating estrogen. 2025.

Saravinovska J, et al. The impact of estrogen status on the gut microbiome: a systematic review and meta-analysis. 2026.

Diet, the Gut Microbiome, and Estrogen Physiology: A Review in Menopausal Health and Interventions. 2026.

The gut microbiota in menopause: Is there a role for prebiotic and probiotic solutions? 2025.

From Gut to Hormones: Unraveling the Role of Gut Microbiota in (Phyto)Estrogen Modulation in Health and Disease. 2024.

Estrobolome: Is there a missing link? 2026.

Gut Microbiome and Estrogen. 2025.


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